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“Combatto il Demonio che grazie ai maghi si impossessa delle anime della gente”

Ildebrando di Fulvio, 75 anni di Veroli – La missione di Ildebrando Di Fulvio, 75 anni, è contrastare il potere del Demonio. Padre Ildebrando è un monaco cistercense della celebre abbazia di Casamari ed è l’esorcista della diocesi di Frosinone Veroli Ferentino. Una attività, la sua, che evoca nell’immaginario collettivo, situazioni raccapriccianti anche dettate da famosi film dell’orrore che, lui stesso, indica a volte esagerati e, a volte, non molto lontano dalla realtà.
Originario di Gerano (Rm) ha sposato la Fede nel 1966 ma solo tredici anni fa gli è stato proposto questo incarico dall’allora vescovo della Diocesi Salvatore Boccaccio. “Non l’ho scelta io questa missione che, però, mi è stata affidata e svolgo con passione”.
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Incontriamo Padre Ildebrando nella sua splendida abbazia risalente al 1200 fatta di pietra viva, pochi sfarzi, ma con un senso di solidità molto forte. Lui ha il volto sagomato dal tempo e uno sguardo che sembra voler entrare nell’anima per indagarla. Pochi minuti di soggezione, poi la sua cordialità prende il sopravvento. “Per diventare esorcista bisogna vivere momenti di preparazione con altri sacerdoti più esperti ma la vera scuola è il confronto diretto con i pazienti”. Così li chiama: pazienti. “Posseduti è un termine troppo forte – dice – meglio definire le persone che si rivolgono a noi come persone contaminati dal male”.

Nel corso della sua carriera ha “visitato” centinaia di persone. “Pochi casi, però, – racconta il sacerdote – erano vera possessione. La presenza diabolica si manifesta in varie forme, ma il primo segnale è quello dell’insofferenza della persona di fronte all’esorcista. Abbassa lo sguardo, diventa nervoso, a volte si lascia andare a scatti di ira o addirittura tenta di fuggire. Durante la preghiera, alla prima aspersione dell’acqua esorcizzata, che è acqua benedetta con una formula apposita, immediatamente il male si rileva con bestemmie, insulti e a quel punto serve aiuto per reggere l’infestato dal male onde evitare che si scagli contro il sacerdote. Capita addirittura che vi siano alterazioni del timbro vocale; la voce diventa cavernosa, sinistra, sofferente”.
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Negli ultimi due anni Padre Ildebrando ha dovuto registrare un incremento esponenziale del male e di persone che a lui si rivolgevano con problemi di reale possessione. “Certamente il passaparola ha fatto aumentare i fedeli che vengono per consulenze; è altrettanto vero, però, che nei periodi di crisi aumenta il numero di coloro che ricorrono ai maghi che spesso sono le vere e proprie porte per il maligno. Alcuni sono solo truffatori che paradossalmente fanno meno danni di quelli veri dato che alleggeriscono solo le tasche dei malcapitati; gli altri, invece, fanno danni molto più gravi”. Altri sistemi, secondo il monaco cistercense, per rimanere posseduti, è partecipare a sedute spiritiche. “Sento spesso di ‘maestri’ in queste attività che invogliano le persone a partecipare. I più deboli finiscono per pagare quella curiosità un prezzo molto caro. Pensare di parlare con i defunti attraverso lo spiritismo è un inganno – continua il religioso – E’ uno specchietto per le allodole che il maligno adopera per subentrare e possedere le persone che lo praticano”.
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Ma a padre Ildebrando ricorrono persone colte anche a loro insaputa da malefici. “Ci sono maghi che dietro compensi di persone cattive maleficiano del cibo che viene fatto mangiare alla persona inviso. Da quel momento cominciano i guai, le corse agli ospedali, i medici che non capiscono, il male che non passa, fino a quando non si vince la ritrosia del pensare al maligno e si approda ad un esorcista. Il posseduto non lo avverte direttamente, anzi, tenterà di scartare l’ipotesi con forza. Dovrà essere chi gli sta vicino a condurlo sulla giusta strada. L’esorcista, attraverso il rito, dovrà fargli espellere quel cibo che, tra l’altro, non viene mai digerito”. Ma come e dove si svolge un rito di esorcismo? “Solitamente l’esorcismo lo pratichiamo in un salottino qui, all’interno dell’abbazia – racconta padre Ildebrando – e lo pratico con un gruppo di persone di cui mi fido, tra cui anche alcuni laici che mi aiutano nella preghiera, ma anche nel mantenere ferma la persona maleficiata quando tenterà di aggredirmi”.
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I suoi strumenti di lavoro sono il Crocifisso, l’acqua esorcizzata, l’olio benedetto, l’immagine della Madonna e, soprattutto, la preghiera; e la paura? “E’ l’unica cosa che manca – sostiene l’esorcista – c’è la consapevolezza di agire con la forza del Signore contro un nemico che è da sempre perdente. Ed è lui stesso che spesso, lo ammette. Mi è capitato che all’invocazione: ‘In questo posto sono io che domino in nome di Dio, lo sai?’ Mi sento rispondere ‘si’. Prima di iniziare, l’esorcista recita sotto voce una preghiera con la quale attira su di se e sui suoi aiutanti, la protezione del Signore e il coraggio per compiere ciò che deve essere fatto”.
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Ovviamente padre Ildebrando non può parlare di casi specifici. Ma ha raccontato di un fatto particolare utile per conoscere un altro aspetto della possessione diabolica. “Può capitare che il diavolo non si impossessi di corpi, ma anche di luoghi. Ci siamo occupati di un caso che riguarda un bambino di tre anni che, solo lui, vedeva figure in giro per casa e parlava con esse. Un problema che abbiamo risolto con alcune sedute di esorcismo”. Ma quale è il target delle persone che solitamente finisco nella trappola del male? “Per lo più sono donne di età compresa tra i 20 e i 50 anni che per motivi diversi vengono affascinate dalle attività dei maghi e dai benefici terreni che promettono. L’antidodo contro il male sono noti da millenni: la Fede, la preghiera e i Sacramenti”.
Ermanno Amedei

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