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“A quasi un secolo di vita celebro messe a quota mille per le mie quattrocento anime”

Alessandro De Sanctis, 97 anni di Filettino – Circa 49mila messe, 1405 funerali, 300 matrimoni, 600 battesimi e 750 tra comunioni e cresime, tutto ben annotato, scritto a mano, sui suoi registri.

Se tutti facessero come lui in Italia non ci sarebbe un problema pensioni. Monsignor Alessandro De Sanctis è il parroco di Filettino, dice messa regolarmente e guida processioni nelle sei chiese su cui ha competenze dal 1949 e che fanno capo alla Parrocchia S. Maria Assunta del paese.

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L’arciprete quasi secolare, originario di Vallepietra in provincia di Roma, ha legato la sua lunga vita alla Chiesa e al piccolo comune arroccato sulle montagne dell’Alta Valle dell’Aniene. Lo chiamano a buon motivo il parroco dei record per il numero di messe, matrimoni, battesimi, cresime, comunioni e, purtroppo, anche funerali celebrati nella sua lunga carriera. Attività che ancora oggi svolge senza alcun aiuto all’interno delle sue chiese che sono la collegiata di Santa Maria Assunta, la chiesa di  San Giovanni, San Bernardino, Sant’Antonio, San Nicola e SS. Trinità, oltre ad alcune piccole cappelle. Per salire e scendere le ripide e numerose scalinate del paesino, c’è bisogno di una vitalità che certamente non manca al monsignore, prelato d’onore di Papa Francesco.

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Infatti non ci si faccia ingannare dall’età; Don Alessandro è vitale, lucido, forse un po’ duro d’orecchi, ma ha una parlantina spigliata e una memoria di ferro. “Sono arrivato a Filettino  nel 1928 all’età di 10 anni, per terminare gli studi della scuola elementare; nel mio paese, Vallepietra, le classi terminavano con la seconda elementare quindi mi trasferii a Filettino dallo zio Don Filippo (che era il parroco del paese)  per concludere gli studi che poi proseguii a Anagni entrando nel seminario. Non appena nominato sacerdote il 12 luglio 1942 – ricorda – raggiunsi mio zio paterno, Don Filippo De Sanctis parroco del paese, per volontà del Vescovo di Anagni  per svolgere funzioni da vice parroco e da allora non mi sono più staccato da questa comunità”.

prete secolare filettino0Se tra i suoi primati non vi è quello di essere il sacerdote più anziano d’Italia certamente, però, può vantare di essere il parroco con il servizio continuativo ed ininterrotto senza coadiutore aiutante più lungo nella stessa parrocchia. Significa che lui, senza un vice parroco, ha celebrato e celebra messa da  72 anni ininterrottamente sempre a Filettino. Diventano 86 anni se aggiungiamo anche il servizio da chierichetto come collaboratore dello zio. “Nel 2006 abbiamo festeggiato il secolo di presenza di un De Sanctis nelle vesti di parroco a Filettino”.

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Ma lo zio predecessore, però, ha contribuito solo, si fa per dire, per 42 anni; il “grosso” lo ha fatto e lo sta facendo lui. “Nella mia vita ho avuto nove Papi, e mi sono inginocchiato davanti ad otto di essi – dichiara Monsignore. Ero troppo piccolo per inginocchiarmi davanti a Benedetto XV”. Il primo pontefice che ha conosciuto è stato Pio XI, “Poi – ricorda – sono arrivati – Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e l’attuale Francesco”.  Papa Bergoglio lo ha incontrato l’8 gennaio, quando è stato ammesso nei posti riservati sul sagrato della Basilica di S. Pietro a pochi passi dal pontefice unitamente ad alcuni rappresentanti del Consiglio Pastorale Parrocchiale di Filettino, scambiando con lui alcune battute. “Eravamo in un buon posto e quando è passato – ricorda Monsignore riferendosi all’ultima visita in Vaticano – si è fermato a salutarci mi ha chiesto quanti anni avessi. Gli ho detto: 95 anni Santità; e lui mi ha risposto: ‘e dove li hai nascosti?’; poi, tornando indietro di alcuni passi, mi ha detto: “preghi per me santo uomo!”

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Mentre aggiorna i registri

Settantadue anni di sacerdozio sono tanti ma lui non si pone limiti. “Starò al fianco dei miei fedeli fino a quando Dio vorrà”. Gode della fiducia del Vescovo e rimane al suo posto nonostante, compiuti 75 anni, quindi 21 anni fa, sarebbe potuto andare in pensione preferendo, però, continuare il sacerdozio perché difficilmente sarebbe stato trovato un sostituto. I suoi fedeli sarebbero rimasti senza un punto di riferimento religioso ma avrebbero dovuto aspettare che altri sacerdoti delle parrocchie a valle andassero a celebrare messa in paese.

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“Se mi fossi tirato in dietro avrei creato problemi al vescovo per trovare un altro sacerdote. Finché il vescovo vorrà, e io avrò forze per farlo, continuerò a seguire i miei fedeli nell’attesa che si trovi un sacerdote più giovane, che accetti di vivere in un paesino di 400 anime a 1075 metri di altitudine”. Il luogo è stupendo ma tutte le comodità sono a valle. L’inverno nevoso, spesso lo lascia isolato. Il problema vero è che la crisi delle vocazioni ha ridotto il numero dei sacerdoti in circolazione. “Un tempo c’era più religiosità, le famiglie erano più vicine alla Chiesa e la Chiesa stessa riusciva meglio a calamitare le attenzioni dei giovani. Oggi quei messaggi si confondono tra i tanti interessi che ci sono, le distrazioni e i nostri seminari diocesani sono vuoti”.

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Una forte vocazione, quindi, quella che mantiene in attività Don Alessandro, ma anche un suo grande attaccamento a Filettino, per evitare di lasciare i suoi concittadini senza una guida spirituale.

Il suo percorso per avvicinarsi alla vita sacerdotale è stato tracciato fin da giovanissimo. “In famiglia avevo questo zio paterno sacerdote, quello che ho sostituito nel 1949, che mi guidava. Fin da piccolino poi, facevo il chierichetto. La vera “chiamata” però, è arrivata verso gli otto anni. Già a quell’età avevo ben chiaro cosa avessi fatto da grande, del resto il mio gioco preferito era quello di giocare a fare il prete”.  Da allora ad oggi sono passate 49mila messe, chissà quanti segreti nel confessionale e chissà quanti don Alessandro ne dovrà ascoltare ancora.

Ermanno Amedei

7 pensieri su ““A quasi un secolo di vita celebro messe a quota mille per le mie quattrocento anime”

  1. CONOSCO QUESTE QUERCE, QUESTI CEDRI, QUESTE RADICI, QUESTE VETTE, QUESTE PROFONDITA’ SUBLIMI DOVE L’UMILTA’ NIDIFICA E IL SERVIZIO ILLUMINA DI SENSO OLTRE IL CORTILE DEL TEMPO. GRAZIE SACERDOTE ALESSANDRO. padre quirino salomone

  2. 3/4 di secolo da sacerdote ed 88 anni effettivi di vita vissuta nel nostro paese, raccontati dalla zelante memoria storica del novantottenne arciprete parroco di Filettino (Lazio)…..sacerdote dei RECORD ben evidenziati nell’articolo di cui sopra, ed altrettanti RECORD di ordine spirituale per i quali il buon Dio gli rendera’ merito. GRAZIE

  3. Una vita al servizio della comunità. Punto di riferimento ed emblema di forza, costanza, perseverenza. Con stima ed affetto. Alessia

  4. Grande Uomo, ottima persona, ha dedicato la sua vita a Dio, alla Chiesa e ai suoi fratelli di Filettino e di altri paesi. È stato sempre pronto per tutti: un consiglio, un aiuto, una parola di conforto nei momenti difficili. Rappresenta la memoria storica di una intera collettivita’. È l’esempio vivente di come dovrebbe essere un sacerdote. Che Dio lo conservi a lungo.

  5. Con tratto fine e dedizione totale,il nostro amatissimo parroco,ha curato la formazione morale e spirituale dei Filettinesi e di innumerevoli persone che ne stimano ed apprezzano la delicatezza d’animo e la profondita’dei sentimenti.
    Molto stimato per la sua immensa cultura,ha mantenuto,con estremo zelo, tutte le antiche tradizioni religiose ,permettendo agli anziani di rivivere emozioni ed ai giovani di non perdere l`identita`culturale locale.
    E’molto benvoluto anche dagli oriundi e dai turisti che affollano il nostro paese per la sua disponibilita’e per il suo sorriso gioviale sempre pronto all’accoglienza.
    E’ un punto di riferimento importante per la nostra comunita’ ,che il Signore lo faccia stare ancora a lungo fra noi!Con affetto Carmelina

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