domenico Di Falco primo piano

“Sono l’ultimo pastore della Maiella e vivo a 1800 metri in una grotta con le mie capre”

Domenico Di Falco, 60 anni di Fara San Martino (Ch) – Vive in una grotta a 1800 metri di quota insieme a cento capre, 30 pecore e due pastori maremmani; scende a valle una sola volta a settimana per trasportare con i suoi somari tutto il formaggio prodotto e risale dopo alcune ore per evitare che i lupi gli aggrediscano il gregge.

Copia di caprone

Sembra una vita di altri tempi; è invece quella di Domenico Di Falco, l’ultimo pastore rimasto sul massiccio della Maiella in Abruzzo. Dei suoi 70 anni, ben pochi Domenico li ha vissuti alle basse quote.

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La montagna gli ha caratterizzato l’intera esistenza fin da quando giovanissimo aiutava suo padre Enrico, pastore a sua volta così come pastore era suo nonno Domenico.

Anche il servizio militare lo ha svolto in uno dei rifugi degli Alpini. “Mi è capitato una volta di andare al mare – racconta sorridente Domenico – Tanti anni fa, ma me ne andai subito perché non mi piaceva”. Per raggiungere il suo ricovero in località Piana delle Case all’ombra di Monte Amaro, il picco più alto del massiccio della Maiella, bisogna incamminarsi da Fara san Martino (Ch) a piedi o al massimo in groppa ad un mulo.

sulla strada di casa con un escursionista
Sul sentiero con un escursionista

Dopo aver attraversato mastodontiche gole, e costeggiando le mura dei resti del monastero di San Martino, ci si incammina in un ripido e sassoso sentiero. Da lì inizia la scalata della Maiella; una scarpinata tanto dura e faticosa da capire perché, da queste parti, il “mannaggia la Maiella”, spesso, sostituisce il “Mannaggia la Miseria”.

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Uno scorcio di Maiella

Uno sforzo alleviato dalla freschezza dell’acqua delle quattro fonti che si incontrano e da un paesaggio mozzafiato che cambia più volte nel corso delle oltre tre ore di viaggio. Ci si accorge di essere arrivati sull’altopiano quando il percorso diventa improvvisamente erboso e il minaccioso abbaiare dei cani di Domenico invitano a non avvicinarsi troppo al gregge che pascola beato nel lussureggiante prato.

domenico Di Falco con i cani

Lo sforzo per arrivare a Piana delle Case è ripagato da un paesaggio bellissimo e un’aria frizzante anche in piena estate. A differenza del nome, però, qui non ci sono case, ma solo qualche albero , qualche cespuglio, diversi spuntoni di roccia e, sull’altro versante, alcune grotte.

viandanti
Un affezionato escursionista

In una di queste Domenico ha ricavato una stalla in cui far riparare i suoi animali da maggio a settembre o, comunque, fino a quando il tempo lo permette. “Inizio a lavorare alle sei del mattino quando mi siedo vicino all’uscita della stalla e inizio a chiamare le mie capre una per una per mungerle.

domenico Di Falco la stalla
Domenico davanti alla stalla

Bianchina, Sabbina, Roscetta, tutte hanno un nome; io le chiamo, loro si avvicinano per farsi mungere e poi vanno al pascolo. Raccolgo mediamente 45 litri di latte la mattina ed altrettanti il pomeriggio. Da quel latte ogni dieci litri ne ricavo pezze di formaggio da un chilo, per cui sono nove pezze al giorno. Le pecore, invece, le mantengo solo per gli agnelli che poi vendo”.

domenico Di Falco davanti casa1
Davanti la porta di casa

Domenico vive in un altro pezzo della stessa grotta chiusa da alcune pietre bloccate da un po’ di cemento, senza energia elettrica, acqua corrente o qualsiasi altra forma di comodità; solamente una branda, una lampada a gas, della legna da ardere, un sacco a pelo per le notti in cui fa più freddo, l’acqua da prendere ad una fonte a circa 15 minuti di cammino e una vista sulla valle che toglie il fiato.

domenico Di Falco sul balcone di casa
Domenico sul “balcone” di casa

A valle sono in molti a conoscerlo per la qualità del suo formaggio, ma anche per il suo stile di vita completamente scollato dai modelli più comuni. “Ho quattro figli – racconta Domenico – tre maschi ed una femmina. Uno di loro ha delle capre ma a valle, non certo in montagna. Qui non ci viene più nessuno della famiglia; un tempo, quando era più giovane, ci veniva mia moglie Nicoletta che oggi, a 61 anni, si occupa solo di vendere il formaggio a valle”.

domenico Di Falco in casa
Nella sua camera da letto/cucina

La coppia si sente tutte le sere quando, ad orario prefissato, Domenico accende il telefonino giusto il tempo per assicurare la donna sulle sue condizioni e poi lo spegne: “devo risparmiare la batteria”, dice. Per gli escursionisti, fare tappa a “casa” di Domenico è un cult; portargli del vino e berlo insieme a lui mentre racconta le sue storie di animali selvatici è quanto di più piacevole.

domenico Di Falco davanti casa

“Non ho mai visto gli orsi – racconta – anche se qualche anno fa mi hanno ucciso un asino. Bisogna stare attenti ai lupi che, invece, sfidando i miei quattro cani (grossi pastori abruzzesi e maremmani che chiama tutti Ringos – ndr), si appostano dietro gli alberi o i cespugli e quando passa una capra la sgozzano e scappano per tornare a riprenderla quando il gregge e i cani si sono allontanati. Bisogna stare attenti e mantenere gli occhi aperti, ecco perché quando scendo a valle, sto poche ore e torno su”. Problematiche di vita sconosciute agli “abitanti della terra” e viene da chiedersi perché vivere in questa maniera.

domenico Di Falco

“Non lo so – risponde Domenico – Ho provato a fare dell’altro lavorando nel pastificio De Cecco per anni, poi, però, non ce l’ho fatta più e sono scappato. Oggi lo faccio per passione e amore per questi posti, ma la convenienza non c’è più. La gente preferisce il formaggio o l’agnello venduto nel centro commerciale sotto casa. Quando hanno istituito il parco della Maiella, circa 20 anni fa, mi avevano fatto credere che avrebbero fatto in modo di rivalutare queste montagne. Speravo in un rifugio che attirasse i turisti in questa vallata. Oggi chi viene è costretto a sistemazioni di fortuna. Se ci fosse un rifugio, invece, arriverebbero più escursionisti e con loro anche più lavoro per chi ha dedicato e dedica la vita alla montagna”.
Ermanno Amedei
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18 pensieri su ““Sono l’ultimo pastore della Maiella e vivo a 1800 metri in una grotta con le mie capre”

  1. 28 anni fa una delle sue capre mi aiutò nell’alimentazione del mio bambino che età intollerante al latte vaccino,grazie Domenico

  2. Riflessione: perché questo rispettabilissimo signore e non a caso dico signore, viene dimenticato da tutti mentre si pensa ad aiutare solo gli extracomunitari per giunta clandestini?

  3. Due errori un po troppo palesi.. I cani sono pastori abruzzesi,e non maremmani. E il posto dove risiede domenico in estate è il PIANO DELLA CASA..

  4. Straordinario personaggio. Monte Amaro, quanti ricordi di una gioventù passata alla ricerca di cotone. Solo chi ha vissuto quelle esperienze può capire la immensità , la meraviglia e la bellezza di quei luoghi , perché le parole non daranno mai il giusto senso. Molti giudicheranno strano personaggio il buon pastore, solo perché li su’ non sono mai approdati.

  5. dico che il sig.r Domenico di Falco è un artista. Ha scelto una vita non comune a contatto con i suoi animali. Li chiama per nome, e loro rispondono.Una storia ammirevole ,coraggiosa, commovente che andrebbe valorizzata ,come lui DICE, affinché la pastorizia e i luoghi mozzafiato ad essi connessi diventino CULTURA REALE e opportunità di vita concreta. L’AVANGUARDIA ,oggi + che mai, si misura con queste realtà. Se ancora non è stato compreso….siamo molto in ritardo con i bisogni degli uomini e dei territori. GRAZIE a Domenico.

  6. Di certo da un certo punto di vista vivrà meglio di noi. In tutti i casi , il nostro Signore lo proteggerà da ogni insidia

  7. Che commentare, è un eroe dei nostri tempi. Invidio la sua scelta di vita che avrei voluto fare anch’io ma non ho avuto il coraggio. Mi auguro che non sia l’ultimo pastore della Maiella. Si può avere il percorso per arrivarci?

    1. ci si incammina da Fara San Martino e si passa vicino ai resti della Chiesa di San Martino.Non sodarleindicazioni precise. Io stesso sbagliai e vagai per i monti per mezza giornata

  8. Un coraggioso e ammirevole uomo che mi fa invidia
    Xchè lui è riuscito a realizzare il suo sogno : quello di fare il mestiere che sa fare e gli piace fare
    Io questo coraggio nn ce l’ho e mai lo avrò di mollare tutto e dedicarmi cn passione al mio sogno lavorare la terra e allevare i miei conigli polli e vitelli
    Anche xchè in Italia i nostri fantastici politici nn danno importanza all’agricoltura e ai contadini e allevatori
    Pensando al importare cibi e frutta dall’estero
    E nn dicendo che chiudono intere aziende agricole cn intere famiglie sul lastrico
    Buona serata e scusate lo sfogo
    Fabio

  9. Possiamo difendere i NS agricoltori e allevatori ………basta acquistare prodotti locali e stare lontano da centro commerciali e multinazionali……….ricordatevi che noi popolo decidiamo…………grazie a Domenico x quello che fa.

  10. il vero tutore dell’ambiente …..se non si paga almeno un titolo.Contrariamente ai falsi profeti mercenari lui insegna che le risorse rare e precarie si usano in maniera compampatibile e rinnovabile….

  11. Ma per comprare il formaggio suo dove ci si deve rivolgere?
    È un Grande e c’è in lui un qualcosa di mistico “chiama le sue pecore ad una ad una e loro gli rispondono…”
    Molto bello l’articolo, grazie

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