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“Sono proprietaria della pasticceria più famosa di New York ma sogno San Giorgio (a Liri)””

Maria Carmela Lucciola, 65 anni di San Giorgio a Liri – “Voglio vendere la mia miniera d’oro e tornarmene in Italia”. Lo dice da New York, precisamente dal Bronx, Maria Carmela Lucciola, originaria di San Giorgio a Liri. La miniera d’oro a cui fa riferimento è la sua  pasticceria, la più antica e più conosciuta della “Grande Mela”.

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In tutta la città sono famose le sfogliatelle e i cannoli siciliani di “Egidio Pastry”, un autentico angolo di dolcezza sulla “622 E 187th St”. Un posto dove l’italianità è ancora garanzia di qualità e bontà. In quella pasticceria sono di casa i sindaci di New York, attori famosi e personaggi di levatura internazionale tra questi la prima candidata donna alla presidenza degli Stati Uniti . “Ilary Clinton è venuta qui più volte quando era First Lady (moglie del presidente), – ricorda Lucciola – così come il governatore dello Stato di New York, George Petaky”. Ma non solo politici, anche attori di fama internazionale.

pasticceria americana il punto

“Un giorno entrò un signore con una donna. Cercava una fetta di ‘French napoleon cake’. Io stavo per chiudere e avevo venduto tutto ciò che avevo nel bancone. E la donna mi disse: ‘Possibile che non hai un French napoleon cake per lui? Possibile che non lo hai riconosciuto?’. Confessai la mia ignoranza e mi disse che era Chazz Palminteri il famosissimo attore del film Bronx. Io dissi semplicemente che speravo non si trattasse di quei soliti film di mafia perché non approvo come venivano dipinti gli italiani in quelle trame cinematografiche. Qualche giorno dopo, mi fece arrivare una cassetta con il suo film perché mi accertassi che non fosse così”.

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Intorno alla sua pasticceria, quindi, ruota l’italianità di quel quartiere in cui, la presenza di immigrati italiani è fortissima. Per le strade i colori dominati sono, decisamente più che in Italia, il verde, il bianco e il rosso messi nella giusta sequenza. Accoppiamento di colori che lo si trova sulle tettoie dei negozi che portano nomi italiani o i festoni agli incroci.

Maria Carmela è partita dall’Italia quando aveva appena 17 anni. “Frequentavo il liceo Magistrale di Cassino quando conobbi l’uomo che sarebbe diventato mio marito. Lui era di Esperia, un paesino vicino San Giorgio e nel 1970 siamo partiti per New York. Lui insegnava italiano in una scuola e io iniziai a lavorare nella biblioteca Enrico Fermi del Bronx”.

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Ma Maria aveva altre passioni e nel 1986, comprarono quella che era già una affermata e conosciutissima pasticceria, l’Egidio Pastry. “A fondarla nel 1912, quindi 104 anni fa, fu proprio Don Egidio, uno dei pochi che nella zona sapeva leggere e scrivere. A lui, i suoi connazionali si rivolgevano per scrivere lettere da inviare ai parenti in Italia. Inizialmente faceva anche il pane, ma adesso si vendono solo dolci e gelati che faccio io artigianalmente”. Negli anni la pasticceria è stata anche fornace di talenti pasticceri.

intervistata con torta

“Tanti giovani che hanno potuto inserire nel curriculum di aver lavorato qui – spiega orgogliosa la l’italo americana – hanno subito trovato lavoro nelle più prestigiose aziende pasticcere o nei ristoranti rinomati di New York”. Successo professionale ma anche una vita sentimentale travagliata quella di Maria Carmela che da poco ha messo fine al suo terzo matrimonio. “Al primo marito piacevano troppo le donne, al secondo non piacevano i miei parenti, al terzo non piaceva lavorare” E’ la sintesi che la donna ha fatto dei tre matrimoni avuti con due italiani e un domenicano. Il primo, inoltre, quello con il quale ha lasciato l’Italia e insieme al quale ha adottato un bambino italiano di 8 anni, proprio insieme al loro figlio adottivo oggi adulto, ha aperto una pasticceria concorrente a pochi passi dalla sua. Lei, però, non si dice preoccupata.

al centesimo anniversario

“Ne possono aprire quante ne vogliono, Egidio resta il simbolo della qualità e italianità” dichiara sicura la donna che, comunque, mantiene legami con il Belpaese anche dal punto di vista della solidarietà. “In occasione del terremoto del L’Aquila, abbiamo organizzato una raccolta fondi da inviare ai terremotati. Avevo messo sul bancone un grosso vaso dove i clienti lasciavano le offerte. Un giorno, sono entrati due ragazzi di colore e lo hanno rubato. La polizia è riuscita a trovarli e arrestarli ma del vaso con i soldi neanche l’ombra. Allora insieme a qualche amico abbiamo messo insieme una discreta somma e l’abbiamo comunque inviata in Abruzzo”.

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Il sogno, però, nonostante proprietaria di quella che è realmente una miniera d’oro, resta uno solo: tornare in Italia, nel suo paese natio. “Lo so che può sembrare folle date le difficili condizioni economiche del Paese. Però non posso farci niente. Sento un richiamo che mi vuole riportare a San Giorgio a Liri, nella casa di famiglia che ho dietro la Chiesa Madre. Voglio stare vicino alla mia vecchia zia. La difficoltà sta nel vendere la mia attività al prezzo giusto. Non appena accadrà, tornerò alle mie origini sicuramente non per aprire una pasticceria. In Italia ci sono giovani laureati disoccupati, figuriamoci se posso sperare di lavorare in un Paese così. Il problema – sentenzia Maria Carmela – è che ci sono troppi partiti e troppi politici”.

Ermanno Amedei  

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2 pensieri su ““Sono proprietaria della pasticceria più famosa di New York ma sogno San Giorgio (a Liri)””

  1. Pingback: - Alessioporcu
  2. Complimenti una bellissima storia, mi piacerebbe conoscerti, anche io sto incominciando a pensare l’America presto sarò lì .anche perché cerco anche un locale . Ciao

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