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“La vita mi ha insegnato a non arrendermi e io lo insegno agli altri”

Giuseppe Campoccio, 50 anni di Cassino (Fr) – Ormai è un simbolo di forza non solo fisica, ma anche caratteriale. La storia di Giuseppe Campocci, Colonnello di Ruolo d’Onore del genio guastatore Alpino, dimostra che la resa, di fronte alle avversità della vita, significa rinunciare a viverla.

Probabilmente, se l’incidente durante una esercitazione nel 1991 in un poligono militare non gli avesse tolto l’utilizzo pieno di una gamba, avrebbe continuato la sua carriera diventando anche un buon militare. Ma di buoni militari ce ne sono tanti, mentre un personaggio come lo è lui adesso, è merce rara.

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L’incidente gli provocò gravi ferite alla gamba destra che solamente sei interventi chirurgici ne hanno scongiurato l’amputazione. Dopo anni di cure era riuscito a mettersi in piedi ma non senza l’ausilio di tutori e bastone. Inevitabile il congedo e il riconoscimento da parte del Ministero della Difesa della medaglia di ferito in servizio ed il Ruolo d’Onore. Inevitabile anche una rimodulazione della sua vita a cominciare da quella sportiva.

“È stato difficile accettare questa condizione. Mi vergognavo e per un anno non sono uscito di casa”.  Dichiara l’ufficiale. “Non è stato semplice decidere di vivere ma arrendermi sarebbe stata la più grossa sconfitta. Sono un combattente e ho dovuto accettare a 25 anni, quanto mi era capitato”.giuseppe-panoramica-fv

Un percorso lungo, travagliato e non senza ostacoli. Poggiando un piede sulla testardaggine, il bastone sulla voglia di non mollare, Giuseppe è tornato a fare sport confrontandosi con i normodotati partecipato ai Campionati Italiani di Atletica Master categoria M45, che si sono svolti a Cassino nel Giugno 2015 aggiudicandosi un 4° posto nel lancio del  peso, un 5° posto nel lancio del disco ed un 5° posto in quello del giavellotto. Ma una ulteriore tegola era in agguato e nel momento migliore della sua ripresa, gli è piovuta addosso inesorabilmente. A causa di un’infezione ossea, il militare ha riportato una celebro lesione che gli ha compromesso la funzionalità del braccio e della gamba sinistra costringendolo definitivamente alla sedia a rotelle. Un colpo durissimo che avrebbe vinto il morale di chiunque. Giusppe, però ha reagito. “Ero già ‘allenato’ a questi sacrifici. Il mio obiettivo è stato trovare nuovi sistemi e nuovi adattamenti per continuare le mie attività sportiva. Prima lanciavo stando in piedi, poi ho cominciato a farlo da seduto”.

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Adesso è campione del Gruppo Sportivo Paralimpico Difesa. Ha record nazionali nel lancio di peso, disco e giavellotto. La sua bacheca è piena di medaglie e trofei ma il riconoscimento a cui più tiene è quello di sapere di essere da esempio per i giovani soldati che lo vedono allenare nella caserma dell’80esimo Rav di Cassino,

L’intervista integrale a Giuseppe Campoccio è tra le 16 interviste contenute nel libro Facce di Vita che trovi cliccando qui 

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